I comuni non fanno sconti alle imprese: aliquote imu tra lo 0,96% e l'1,06%

Vita non facile per le imprese italiane. Oltre al tradizionale Cuneo fiscale che grava su di esse, ci si mette anche la neonata imu che già popola gli incubi delle famiglie italiane. Sono infatti davvero pochi i comuni che hanno deciso di "graziare" le imprese e di prevedere agevolazioni per i proprietari di un negozio, un laboratorio o un capannone. La maggior parte ha deciso di applicare un aliquota che oscilla tra l'0, 96% e l'1, 06%

Il 31 ottobre è stato il termine ultimo per l'approvazione dei bilanci municipali e delle aliquote imu. Ma se molti comuni hanno deciso di graziare la prima casa, non si può dire altrettanto per le imprese, dove il saldo di dicembre rischia di essere un vero e proprio salasso, raggiungendo picchi equivalente anche a tre volte la vecchia ici. Considerando l'aliquota media decisa dai comuni capoluogo, pari allo 0, 96%, per un immobile di 100 metri quadrati e una rendita catastale di 1470 euro, per un acconto di 380 euro, il saldo sarà di 580 euro

Su 104 città solo il 25% ha previsto agevolazioni e sconti ad hoc per le imprese (e della quota fanno parte quelle alle nuove imprese e alle imprese che assumono). Generalmente i comuni hanno preferito, fino all'ultimo termine disponibile, rivedere al rialzo le aliquote. Il comune di Brindisi, ad esempio, ha deciso di aumentare l'aliquota per le case sfitte dallo 0, 76% allo 0, 86%, mentre i grandi produttori di energia rinnovabile pagheranno l'1, 06%

Noi di idealista mettiamo a tua disposizione un semplice strumento per il calcolo imu. Una volta individuata la tua aliquota, e inserendo la rendita catastale, esegui il calcolo per determinare il saldo imu della seconda rata

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